FRANZ BOTRÉ

“La bellezza è felicità che va coltivata. Sta negli occhi di chi la vede.”

Franz Botré.

Naso assoluto ed anticipatore delle tendenze in atto e future del bien vivre, e degli stili di vita all’insegna del buon gusto. Ambasciatore d'avanguardia delle correnti e dei refoli dorati di bellezza del tempo nuovo, Franz Botré li raccoglie ed accoglie su carta e web nelle riviste della casa editrice Swan Group, di cui è editore. I magazine Swan Group sono “Destinati ad un pubblico raffinato che sa apprezzare il bello, la qualità del prodotto; e l’esclusività di uno stile di vita, non solo di un oggetto”. *
Sono latori internazionali di modi di vivere, contenuti culturali alti, saper fare e prodotti di ottima qualità Made in Italy. Che ricordiamo qui essere il terzo marchio al mondo per notorietà dopo Coca Cola e Visa, secondo lo studio di mercato realizzato da KPMG.**

La decisione e nel contempo la delicatezza con cui Botré affronta i temi relativi alle sue linee editoriali nelle interviste concesse a Luxexforma ci invitano alla riflessione sulle relazioni fra etica ed estetica, fra forma e contenuto del messaggio, fra permanenza ed effimero.
Attraverso la propria intensa esperienza umana e lavorativa - già a partire dai quattordici anni con l’immersione nella nobile tradizione tipografica italiana di Bresso - luogo in cui Cino Del Duca ebbe un’azienda tipografica d’avanguardia -, *** Botré ha maturato e consolidato l’apprezzamento della possibile alta qualità del vivere italiano ed europeo.
A ragion veduta, avendone conosciuto davvero molti passaggi sociali, storici e culturali.

Ci pare importante rimarcare che i tipografi italiani fra i primi nel Rinascimento entrarono in contatto con gli esiti scritti ed incisi della migliore cultura europea, componendoli su carta ed allargandone così la circolazione e la fruizione. A volte anche a rischio della propria stessa vita. Attestata già nel 1464 presso il monastero di Subiaco la presenza di Arnold Pannartz e Konrad Sweynheim, già collaboratori di Gutenberg, e successivamente a Roma, la stampa si diffuse rapidamente sul territorio italiano passando da Venezia (1469) e Milano (1471).

Botré pare discendere direttamente dalla tradizione di quei tipografi italiani, spesso anche editori. Il contatto con materia tanto elevata doveva senza dubbio influenzarne lo spirito, e farlo migliorare. Anche in questo senso possiamo dire con Botré che la bellezza può essere etica, producendo a volte negli esseri umani il bello e nel contempo il bene.

Le interviste ci dicono di un uomo realizzato, dalla lunga traiettoria anche giornalistica, il quale ha deciso di decidere; e che dal 18 settembre 2001, con la prima uscita di Monsieur, propone in prima persona ciò che ama, permettendo che altri lo amino: dai contenuti alle collaborazioni, dalla veste grafica alle copertine, personalmente ideate ogni volta, finalmente e felicemente.

Ma non perde in esse Botré quell’ombra che rimanda alla Melancholia pensante incisa a bulino da Dürer, datata per sigla 1514. Quella che smorza la sempre fastidiosa boria e l’eccesso di sicurezza d’un ego distrofico. Secondo Panofsy , Dürer avrebbe creato un’immagine espressiva della malinconia dell’artista che aspira ad un’arte perfetta, ma si scontra con la consapevolezza dell’imperfezione umana. Consapevole forse dell’impermanenza, dell’apparenza ingannevole, o della provvisorietà dello scenario meraviglioso della vita, Botré ama, conosce e propone Sheakespeare, per il quale la vita stessa è fatta della materia dei sogni.

Per altro verso, la tensione etica dell’uomo che vive pienamente il suo tempo traspare fortemente in un’anticipazione on line dell’Editoriale del Numero 135 di Monsieur: ****

Conosco bene, e so, che cosa significa la responsabilità. Rifletto continuamente sulla doppia valenza del verbo latino «respondere», da cui il nostro sostantivo deriva, e che si può tradurre come «rispondere», ma anche come «pagare». Essere pronti a pagare, in risposta alle nostre azioni. Un valore ormai quasi scomparso, che impegna a giustificare a qualcuno, o a se stessi, i nostri comportamenti e le conseguenze che ne derivano.[…] Una regola di vita che applico a tutto ciò che ho fatto e faccio. Che fossi alle dipendenze di altri come operaio o giornalista, piuttosto che nella quotidianità come padre o cittadino e, ora, come imprenditore. Nulla è cambiato, anzi. L’ho sempre fatto per altri, con estrema convinzione e professionalità.[ … ] Ecco perché ho voluto dedicare la copertina di “Monsieur” all’avvocato Giorgio Ambrosoli, un modello da prendere a riferimento. Ambrosoli, medaglia d’oro al valor civile, assassinato l’11 luglio del 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulla cui attività stava indagando come commissario liquidatore della Banca privata italiana, fu uno splendido esempio di altissimo senso del dovere e di integrità morale. Questa copertina la voglio dedicare a tutti gli Uomini, - ed alle Donne, vorremmo aggiungere - di buona volontà che oggi, in Italia, hanno il coraggio di assumersi ogni giorno piccole e grandi responsabilità.

Potremmo dunque pensare a Franz Botré come ad un “uomo d’altri tempi”, etico e tenace. Ma si dà il caso che il suo giornalismo di classe sia anche in prima fila nella proposizione del bello, del buono e del giusto italiano ed europeo ai Nuovi Mondi, in ottima e riuscita coniugazione fra etica ed estetica. Il che ci mostra non solo il cammino del saper fare d'eccellenza italiano, fatto di qualità, emozione e contenuto ; ma anche quello della possibilità di percorrerlo con successo.

* Dalla presentazione editoriale di Monsieur, presto distribuito anche in Asia con il titolo di Arbiter: www.monsieur.it
** Fonte: Ministero degli Esteri, Marzo 2012. www.esteri.it
*** Per l’avventurosa vita di Cino Del Duca www.treccani.it/enciclopedia/cino-del-duca (Dizionario-Biografico)
**** In www.monsieur.it/upload/editoriale/pdf/nr_135.pdf

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