RITA

Fra Rita e i miei occhi si leva un fucile.
Quelli che conoscono Rita,
s'inchinano e pregano i suoi occhi di miele divino.
Ho baciato Rita bambina,
lei si è stretta a me, lo ricordo…
I suoi capelli mi coprivano il braccio.
Ricordo Rita
come l'uccello ricorda la sua fontana.
Oh, Rita!
Un milione di immagini
un milione di uccelli
un milione di appuntamenti
sono stati assassinati da un fucile.
Il nome di Rita, festa per le mie labbra.
Il corpo di Rita, nozze per il mio sangue.
Per due anni, mi sono perduto in lei.
Per due anni lei si è distesa sul mio braccio,
uniti nel fuoco delle nostre labbra,
siamo resuscitati per due volte.
Oh, Rita!
Chi avrebbe potuto sciogliere i nostri sguardi,
prima che si levasse un fucile?
Oh, notte di silenzio!
C'era una volta…
Una luna è calata all'alba…
Lontano, in occhi di miele
E la città ha cancellato Rita e le canzoni…
Fra Rita e i miei occhi, si leva un fucile.

Rita, conosciuta anche come Rita ed il fucile, è forse la più celebre delle poesie di Darwish.
Pubblicata nel 1967 nella raccolta “La fine della notte”, narra dell’amore per una ragazza ebrea conosciuta durante la permenenza del poeta ad Haifa, e del loro legame brutalmente interrotto dalla terza guerra arabo-israeliana, detta “dei sei giorni”.

“Questa non è una canzone», disse mio padre, «questa è una poesia, e chi l'ha scritta è un poeta: si chiama Mahmud Darwish». Poi andò a cercarla all'interno di un voluminoso libro rosso, pubblicato da Dar al-Awda, che era una raccolta delle prime opere di Darwish. Così scoprii che le canzoni che avevo iniziato a canticchiare dopo averle sentite dalla voce di Marcel Khalife, che a Darwish dedicò tanta musica e tanto affetto condiviso da milioni di arabi «dall’oceano al golfo», come si soleva dire, erano poemi. Così scoprii la poesia.”

Mahmoud Darwish, محمود درويش ,( al-Birwa, 1941 – Houston, 2008), una delle voci più amate dal cuore palestinese. È stato scrittore, giornalista, saggista, e membro dal 1994 del Parlamento dell'Autorità Nazionale Palestinese. Fu fra i redattori del testo della Dichiarazione d'Indipendenza dello Stato Palestinese, documento promulgato nel 1988 e sancito dall'ONU con la votazione della Risoluzione 67/19 dell'Assemblea generale del novembre 2012, la quale consentì l'ingresso in qualità di osservatore. Darwish è considerato tra i maggiori poeti contemporanei in lingua araba.

È autore di circa venti raccolte di poesie, pubblicate a partire da Foglie d'Ulivo, del 1964.
I suoi libri sono stati tradotti in più di venti lingue e diffusi in tutto il mondo. Solo una minima parte della sua produzione letteraria è stata tradotta in italiano. È scarsa anche la traduzione in lingua inglese.

Nacque nel 1941 nel villaggio di al-Birwa, situato in Alta Galilea, a est della città di Acri. Il suo villaggio natale oggi è distrutto e non più presente sulle carte. Nel 1948 - durante il primo conflitto arabo-israeliano - I genitori di Mahmoud per sfuggire ai rischi della guerra cercarono rifugio in Libano con il resto della popolazione. Furono tra i pochissimi che riuscirono rientrare nel loro paese, illegalmente, dopo appena un anno. Nel frattempo però la loro terra d'origine era diventata parte dello stato di Israele, i loro beni confiscati.

Fin da bambino dunque Darwish si trovò nello status legale di “alieno”, cittadino che risiede come “ospite illegale”. Da giovane fu arrestato e condannato più volte a pene detentive, per la sua presenza in Israele senza permesso e per aver recitato poesie sovversive in pubblico. Studiò peraltro la lingua ebraica israeliana, perfezionando la conoscenza della sua lingua materna. Cominciò l'attività pubblicistica a diciannove anni, ma pur iscritto all'università non ebbe la possibilità di laurearsi a causa delle interruzioni degli studi per i periodi trascorsi in prigione. In seguito, a Mosca, si costruì a partire dal 1971 una solida preparazione linguistico-letteraria.

Solo nel 1996, dopo 26 anni di esilio, ottenne un permesso per visitare la sua famiglia nello stato di Israele. Mahmoud Darwish è la prima ed unica personalità palestinese dopo Arafat alla quale sono stati concessi i funerali di Stato, nella città-cuore Ramallah.

Per commemorare il poeta e la persona il 5 ottobre 2008 è stata organizzata a Berlino una lettura contemporanea mondiale delle sue poesie.
http://www.worldwide-reading.com/archiv-en/weltweite-lesung-in-memoriam-mahmud-darwisch-am-5.-oktober-2008

Per la biografia ed altre poesie di Muhmoud Darwish vi invitiamo a visitare il bel sito “L’ombra delle parole”, http://lombradelleparole.wordpress.com/2014/06/12/poesie-di-mahmud-darwish-1941-2008-il-cantore-della-resistenza-palestinese-a-cura-di-laura-cantelmo/

Le opere tradotte all’italiano sono: Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine? ( S.Marco dei Giustiniani, 2001); Murale ( Epoché, 2005), La mia ferita è lampada a olio ( De Angelis, 2006 ), Oltre l'ultimo cielo. La Palestina come metafora (Epoché, 2007), Il letto della straniera (Epoché, 2009), Come fiori di mandorlo o più lontano (Epoché, 2010).

Per la bella presentazione di poesia della Casa editrice San Marco dei Giustiniani di Genova http://www.sanmarcodeigiustiniani.it/casa.html

Delle quattro poesie dedicate all’Esilio da Come fiori di mandorlo o più lontano, raccolta del 2005 tradotta all’italiano da Chirine Hadar per Epoché, 2010, Contrappunto 4 è dedicata al grande amico Edward Said, scomparso nel 2003.
In http://www.libraduepuntozero.it/come-fiori-di-mandorlo/esilio-contrappunto-a-edward-said