POESIA D'AMORE NUMERO 23

La poesia beve l'acqua di vita, ma
da sorgenti immerse
nelle pieghe del corpo.
Così la decanto
e canto per lei: s’avvicina, discende, iniziazione,
dono.


Da Adonis, Cento poesie d'amore, traduzione di Fawzi Al Delmi, Guanda editore, 2008. In parte in http://www.jehat.com/Jehaat/It/Poets/Adonis21-1-2014.htp

Bellissima intervista realizzata da Luigia Sorrentino, in cui Adonis presenta Storia lacerata nel corpo di una donna, traduzione di Fawzi Al Delmi., Guanda editore, 2009.

Se non scrivo, sento che la mia vita non ha senso, perché la scrittura mi consente di comprendermi e di meglio comprendere il mondo nel quale vivo; mi consente di vivere meglio, di allargare le frontiere. Sono parole di Adonis. Il poeta arabo più conosciuto e tradotto in Occidente. Uno dei più amati e stimati nel mondo arabo. Sicuramente il più odiato dai fondamentalisti islamici. Poeta del paradosso e dell’estremo, della tensione mistica e della ricerca continua sui più grandi misteri dell’esistenza, la poesia di Adonis abbraccia sia la tradizione occidentale del lirismo alto e filosofico di Hölderlin, Baudelaire, Rilke, sia quella arabo-islamica di autori come il mistico iracheno del X secolo Niffari e il poeta ribelle del IX secolo Abu Nuwas. Adonis, pur rispettando le forme classiche del linguaggio, si libera dalle strutture tradizionali della letteratura araba per ricercare il valore assoluto della parola, espresso dal verso libero.”

Dalla presentazione di Valentina Colombo in Adonis, La lingua del peccato e altri testi poetici, a cura di V. Colombo, Edizioni Interlinea, 2008.

“Le dieci poesie che ho selezionato per la nuova raccolta, e per le quali avevo scritto la musica già in passato – racconta Abed Azrié -, rappresentano secondo me la nuova poesia araba. A volte sono composte da sedici parole appena, o anche meno. Ma spesso fanno pensare a nuvole che passano e ci trasportano in luoghi strani e sconosciuti”.

Adonis introduce anche Rosa dell’Animale, dialogo poetico d’amore, scritto con Maria Grazia Calandrone, (Attakween, Damasco 2014), di Amarji o Amargi, pseudonimo di Rami Youness, giovane poeta e autore siriano, nato nel 1980, il quale ha studiato la lingua italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. Amargi è anche fine traduttore all’arabo di Leopardi, D’Annunzio e Campana.

E tu, segreto della fusione,
aiutami a penetrare in illusioni (...)
ora mi porta lontano una gazzella d'acqua
- la gazzella è rivelazione dell'invisibile -
vedo, una donna gravida di un astro
l'astro è legato al ciuffo di un cavallo
il cavallo vola e si posa su un albero
l'albero cammina sulle onde di un lago
il lago sorge dal cuore di un uomo
l'uomo non è orientale né occidentale ...

In http://wordsocialforum.com/2014/05/12/rami-youness-poeta-siriano



Per il traduttore all'italiano di Adonis, vedi Fawzi al-Delmi: la traduzione come ri-creazione.
In http://www.arabafenicenet.it/index.php?option=com_content&task=view&id=317&Itemid=207