MEDITERRÁNEO

Forse perché la mia infanzia
ancora va giocando sulla tua spiaggia,
e nascosto tra le canne
dorme il mio primo amore,
mi porto addosso la tua luce ed il tuo odore
ovunque vada.
Ammucchiati con la tua sabbia,
conservo amore, giochi e dolori.

Io, che porto sulla pelle il gusto
amaro del pianto eterno
che in te hanno versato
centinaia di popoli
da Algeciras ad Istanbul
affinché tu dipinga di blu
le loro lunghe notti d’inverno.
A forza di sventura
la tua anima è profonda, ed oscura.

Ho gli occhi consueti
ai tuoi tramonti rossi
come la curva alla strada.
Sono cantante e imbonitore,
mi piacciono il gioco ed il vino
ed ho anima di marinaio.

Che posso fare, se io
sono nato nel Mediterraneo.

E ti avvicini, e te ne vai
dopo aver baciato il mio villaggio.
Giocando con la marea
te ne vai pensando al ritorno.
Sei come una donna
profumata di pece
che si anela e si ama
che si conosce e si teme.

Ahi, se un brutto giorno
il mietitore verrà a prendermi
spingete in mare la mia barca
con un levante autunnale
e lasciate che il temporale
dispieghi le sue ali bianche.
E seppellitemi senza pianto
fra la spiaggia ed il cielo…

Dall’alto di un pendío
più alto dell'orizzonte
voglio avere buona vista.
Il mio corpo sarà cammino
darò del verde al pino
e del giallo alla ginestra.

Vicino al mare, perché io
sono nato nel Mediterraneo…

Joan Manuel Serrat i Teresa, nato a Barcellona il 27 dicembre 1943 nel quartier del Poble Sec, in una famiglia operaia, è uno degli chansonnier contemporanei più importanti sia in lingua catalana sia in castigliano, in attività dal 1964. I suoi pezzi di maggiore successo sono poesie musicate di alcuni dei migliori poeti in entrambe le lingue, come Antonio Machado o Miguel Hernández, anche se alcuni dei suoi testi originali potrebbero essere considerati capolavori poetici.

La dittatura franchista bandì a lungo Serrat dalla TV pubblica spagnola, all'epoca l'unica esistente, per le sue idee politiche e per il fatto di cantare in catalano. Nel 1970 egli si rinchiuse per protesta nel Monastero di Montserrat, manifestando così contro il processo di Burgos e la pena di morte.

Nel 1974 gli fu permesso di apparire nuovamente alla TV spagnola, ma nel 1975 certe sue dichiarazioni lo obbligarono ad un anno di esilio per l'emissione di un ordine di arresto contro di lui.
Nel 1969 andò per la prima volta in tour in Sud America, dove è amato enormemente ancor oggi, anche se durante gli anni ’80 non gli fu consentito di cantare nei paesi stretti nella morsa delle dittature.

Nel 1971 pubblica Mediterráneo, uno dei suoi dischi più importanti.
Nel 1974 Gino Paoli dedica a Serrat un intero album dal titolo I semafori rossi non sono Dio.

Il Mediterraneo, nella riflessione colta e altresì partecipata di Scipione Guarracino, diviene "un universo a sé", un "sesto continente", irriducibile a Europa, Asia o Africa. L'essenza del Mediterraneo viene presentata, con le parole di Élisée Reclus, come "l'incontro dei popoli su un terreno neutro di pace e di libertà". [...] Guarracino impernia il proprio lavoro soprattutto intorno alle tesi di Fernand Braudel: il Mediterraneo, dalle coste della Liguria a quelle del Libano, è "un mare tra le montagne", e dunque la sua civilizzazione nasce dalla conquista delle sue pianure paludose attraverso il duro lavoro di persone provenienti dalle montagne; frutti della conquista e dello spirito di sacrificio di queste persone sono, in particolare, l'ulivo e la vite, per molti versi i più autentici simboli del Mediterraneo, nonché simboli, rispettivamente, di pace e di convivialità. Riprendendo il senso complessivo del "Breviario mediterraneo" di Predrag Matvejević, il Mediterraneo è "mare della vicinanza", è una "spugna" imbevuta di ogni conoscenza. L'auspicio di Guarracino è pertanto il recupero dello "spirito mediterraneo": "Mettersi a sedere, prendere un tè o un caffé, contrattare, discutere, perdere tempo, incuriosirsi dell'interlocutore, essere disposti a rimetterci qualcosa che alla fine vale meno di quello che si sta imparando durante la conversazione.
Giovanni Borgognone, nella recensione per l’Indice di Scipione Guarracino, Mediterraneo. Immagini, storie e teorie da Omero a Braudel, Mondadori 2007.

Pregdrag Matvejevic, Breviario mediterraneo, Garzanti, 2012. Prefazione di Claudio Magris.
Fernand Braudel, Il Mediterraneo, Bompiani 2002.
Bellissima puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta”: “L’uomo ed il mare”
in http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-77dd2017-10a5-43f0-bfbf-691272469dbb.html
Desideriamo inoltre segnalare la Campagna WWF Insieme per un mare di qualitá,in http://www.wwf.it/mediterraneo, sito ricco di informazioni sullo stato del Mare nostrum.

Scijata Salentina, sulle note della meravigliosa composizione di Eugenio Bennato, “Che il Mediterraneo sia... ” Un auspicio, un desiderio, una preghiera, un sogno, un volo su quell’onda che non smette mai...

Un bel tributo all’indimenticabile film di Gabriele Salvatores, Mediterraneo, Parte della “Trilogia del viaggio e dell’amicizia” , vincitore nel 1991 dell’Oscar al miglior film straniero.
Il film è stato girato nell’ isola greca di Castelrosso Megisti, in lingua greca, posta a sud-est di Rodi nel Dodecanneso, divenuta da allora un Eden sognato da molti. Riteniamo che la proposizione del suadente antimilitarismo “all’italiana” che anima il film sia più molto più profondo e capace di comunicazione di molti proclami.

Desideriamo ancora unirci alle preghiere di Papa Francesco ed ai lavori delle diplomazie internazionali tesi a permettere a tutti i popoli del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Africa di godere delle bellezze della vita. Lontani da umiliazioni, ferite, paura, fame, sete, fuga.