LA TOMBA DEI SAGGI

La mia Patria è la poesia

La Tomba dei Saggi (Inedito)

Non possono far altro che discutere di capre
lentamente sorseggiano un thè il crepuscolo si addensa
persino su uno strato di aghi di pino la luna oscilla

l’albero che profuma di pino si sostiene solido
l’ombra dei monti circostanti diffonde il cinguettio del giorno
una panca di pietra verde rinchiude il viaggiatore

Nell’ascolto attento viene tolto loro l’accento
una tazza di porcellana raddensa la lontananza come giada
quando leggera si appoggia ancora tiepida e trasparente.

Traduzione di Claudia Pozzana.
In http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/yang-lian.aspx

“Ancorato alle millenarie radici della sua cultura, la reinterpreta reinventandola, aprendola alle tensioni della contemporaneità, toccando nei suoi versi tutti i grandi interrogativi del nostro esistere e ricordandoci che la poesia è la nostra unica lingua madre. Vive e poeta da esiliato non solo dalla sua terra, spingendo al confine estremo il suo vedere. Un esule assoluto e distante cantore, profondo al di là del nostro spazio-tempo”.
Così la giuria del Premio Internazionale Nonino 2012 ha raccontato Yang Lian, poeta cinese esiliato dopo il massacro di Tienanmen, annunciandone la vittoria.  Insieme a Yang Lian, la giuria - presieduta da V.S. Naipaul, premio Nobel per la letteratura 2001, e composta da Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R. Damasio, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea, Morando Morandini, Edgar Morin ed Ermanno Olmi – ha premiato Hans Küng e Michael Burleigh.

Secondo una mia metafora, se la globalizzazione è un oceano, allora la cultura è una barca, e la poesia è la zavorra, mantiene le vele stabili e orientate nella direzione corretta. La poesia può farlo perché è nata per la libertà di pensiero e di parola, può quindi rifiutare ogni tipo di controllo, che derivi dal potere o dal denaro. Ripeto: la poesia rifiuta attivamente ogni forma di controllo, ma non viene rifiutata da altre [poesie]. Questa natura della poesia è estremamente importante e necessaria per la nostra vita oggi, poiché le dà un significato.

Dall' intervista fatta a Yang Lian da Roberto Mussapi nel gennaio 2014,
in http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/yang-lian.aspx

Yang Lian ha pubblicato molte raccolte di poesie e saggi, specie su Ezra Pound. Nel 1999 ha vinto il Premio Internazionale di Poesia “Flaiano”. Tra le sue opere più famose, Yi, ( Green Integer, Usa, 2002 ). In Italia è stato pubblicato nel 2004 per Scheiwiller “Dove si ferma il mare”, scritto tra il 1992 ed il 1993, dopo essere fuggito dalla Cina. Alcune sue opere sono presenti nell’antologia Nuovi poeti cinesi, a cura di Claudia Pozzana ed Alessandro Russo ( Einaudi, 1996 ).

Yang Lian: «quanto di più vicino ai morti è la poesia dei vivi», di Tiziano Fratus,
in http://www.centrostudialeph.it/progetti/convivio/primo_piano/lian.htm
Biografia ed altre poesie di Yang Lian, con un commento di Luciano Nota,
in http://lapresenzadierato.com/2014/02/04/tre-poesie-di-yang-lian
Per la performance di Marco Nereo Rotelli, presentata all'isola di San Servolo in occasione della Biennale di Venezia nell’ottobre 2009, “La poesia piú lunga del mondo”, con Adonis e Yang Lian, vedi http://www.luxexforma.it/poesia-2014-06-06.cfm.

Sito ufficiale di Yang Lian: http://yanglian.net/yanglian_en/

Desideriamo qui segnalarvi il 20° Festival Internazionale di Poesia di Genova, “Parole Spalancate”, dal 6 al 26 giugno 2014, grande festa pubblica e gratuita della parola poetica, a cui Yang Lian partecipò nel 2012.
http://www.festivalpoesia.org/blog/festivalpoesia-ilfestival/parolespalancate-ilfestival