L'INFINITO

o dell'infinito pensiero


Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

L'infinito è una delle liriche giovanili di Leopardi inclusa poi nei Canti, editi nel 1835. Le stesure definitive, ancora a Recanati, risalgono agli anni 1818-1819. La prima pubblicazione è del 1826, compresa negli Idilli.

Oltre all' Infinito, appaiono in essi altre note liriche, come Alla luna e La sera del dì di festa. L'idillio leopardiano è connotato da un forte intimismo lirico, in cui l'elemento del paesaggio naturale è strettamente legato all'ispirazione ed all'espressione degli stati d'animo umani. L'io non tende qui alla fuga nell'irrazionale o nel sogno come nella lirica romantica europea dell'epoca, ma è nuova occasione per un'ampia riflessione sul tempo, sulla storia e sul destino degli uomini.

Il linguaggio poetico è qui tutto attinente la sfera della ricerca dell'infinito filosofico. La lingua ne musica l'anelito con lunghe vocali aperte interminati, sovrumani, mare. L'impiego dei pronomi dimostrativi questo e quello sottolinea un cammino di una climax ascendente, che dai confini spaziali dell'ego ( quest'ermo colle e questa siepe, queste piante ) porta il poeta a fondersi con l'assoluto ( questa immensità, questo mare ) in un processo di unione estatica dell'uomo con Dio, o con un dio. La poesia suggerisce in definitiva la presenza in Leopardi di una visione panteistica della natura e della realtà.*

L'impiego dei pronomi dimostrativi nell'Infinito avrà un peso determinante nell'evoluzione dello stile del primo Giuseppe Ungaretti. Il poeta stesso ebbe a dichiarare il proprio innamoramento per Leopardi e Mallarmé in quanto capaci di racchiudere il Mistero nella loro poesia.**

Il monte Tabor è il colle di Recanati che si affaccia verso sud, dalla cui sommità si possono ammirare un incantevole panorama, e nelle giornate terse le cime innevate dei monti Sibillini. E' più conosciuto oggi come "il colle dell'Infinito", ed ospita un Parco che sorge accanto al Centro Studi Leopardiani ed al Palazzo Leopardi. Il monte è protagonista, oltreché dell'Infinito, anche della poesia Alla luna. Dalle sue altezze Leopardi intratteneva i suoi colloqui con la graziosa luna.

L'apice del monte, rifugio ideale del poeta, si configura in ultima analisi come uno studio visivo-prospettico degli elementi del paesaggio in cui al di là della siepe si schiudono spazi senza limite, silenzio profondo e pace assoluta, anche portatori di sgomento, segni di un'eternità in cui l'io naufraga fondendosi con l'universo. Il pensiero afferra l'inafferrabilità dell'infinito, superando la contingenza e la materialità dell'esistenza.*

Il manoscritto originale è conservato con altre opere del poeta presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, città in cui il poeta è sepolto nel verde antico del Parco archeologico Vergiliano, affacciato sull'infinito del mare.

* in A. Giudice, G. Bruni, Problemi e scrittori della letteratura italiana, vol. 3, tomo I, Paravia, 1978.
** in Luxexforma - Parole d'oro. Giuseppe Ungaretti, Mattina
Luigi Blasucci, Leopardi e i segnali dell'infinito, Bologna, il Mulino, 1985.
http://it.wikipedia.org/wiki/L'infinito
Centro Nazionale di Studi Leopardiani http://www.centrostudileopardiani.it
Partendo dall'opera del poeta di Recanati il Centro allarga la propria prospettiva d'interesse alla poesia in generale.
Parco della Tomba di Virgilio è il sito della Soprintendenza per il Patrimonio Storico-artistico dedicato.

Giacomo Leopardi

Le ricordanze - Lettura di Roberto Herlitzka

Vedi anche Antologia personale di Vittorio Gassman. Poesia italiana dell'Ottocento e del Novecento. Con 4 CD Audio. Luca Sossella Editore 2012; Giunti Editore 2013, con prefazione di Mario Luzi.