EL AMOR BRUJO

Come dirlo? Troppo vicino a un orso
tu sei carico di frutta nel cuore
tu sei il nome che una bocca muta
porta come il mare nel palmo della terra.
Io tocco e invidio la mano che tocca,
toccando, ho voglia di toccare.
Terrore di questo immobile momento,
tu sei qui dentro qui dentro qui.
Qui il fuoco dell’anima brucia brucia.
Non consumato il cuore.
Urla fra le mie gambe
l’animale all’animale fra le tue.
Urla fra i miei denti la luna
alla luna nel tuo cuore.
L’animale nel mio cuore ti fiuta sempre.

Traduzione dall’inglese di Giuseppe Napolitano. Desideriamo segnalarvi qui l’ottimo sito http://stanzadelpoeta.wordpress.com, di cui Giuseppe Napolitano è uno dei curatori.

Amir Or, nato a Tel Aviv nel 1956, è traduttore, storico delle culture, docente universitario e poeta. Le sue opere sono state tradotte in più di 30 lingue, molte in arabo, pochissime in italiano.

Or ha svolto i più diversi lavori, tra i quali il pastore, il costruttore, e l'albergatore.
Ha studiato Filosofia e Religioni comparate all' Università Ebraica di Gerusalemme, dove ha poi insegnato religione greca antica. Ha pubblicato saggi sulla poetica, sui classici e sulla religione. Ha insegnato Poesia presso università israeliane, britanniche e giapponesi.

Nel 1990 Amir Or ha fondato la Helicon Society, Israel. Da allora è stato l'editore principale del relativo bollettino e dei libri di poesia pubblicati in serie dalla società. Nel 1993 ha organizzato la Scuola di Poesia arabo-israeliana. Or ha inoltre curato numerose riviste letterarie e antologie di poesie di vari autori tradotte dall'ebraico in lingue europee. Ha fondato e diretto il Festival Sha'ar della Poesia Internazionale, ed è il coordinatore nazionale di Poeti per la Pace, sponsorizzato dall’ONU.

Per la sua opera poetica, ha ricevuto il premio Prime Minister's Prize, il Premio Bernstein e una Fulbright Award. Per le sue traduzioni è stato premiato con lo Honorary Prize del Ministero Israeliano della Cultura.

In http://it.wikipedia.org/wiki/Amir_Or
Sito ufficiale di Amir Or: http://www.amiror.co.il/eng/

Chava Alberstein, nata a Stettino, in Polonia, nel 1947, emigrò in Israele con la famiglia nel 1950. A soli 17 anni debuttò al Hammam Nightclub di Jaffa. Cantò quattro canzoni accompagnandosi con la chitarra, con il fratello Alex al clarinetto, divenendo in seguito una delle interpreti più conosciute ed amate della canzone yiddish dell’Europa centrale ed orientale. E’ anche poetessa, compositrice ed arrangiatrice. Ha musicato molti poeti di lingua yiddish.

È una attivista per i diritti umani, a favore del dialogo fra le genti e della convivenza arabo-israeliana. Alcune sue canzoni sono state censurate dalla Radio di Stato israeliana, e fra queste la sua versione della tradizionale Chad Gadya, che accompagnerà gli straordinari sette minuti di pianto di Natalie Portman in Free Zone, film del 2005 di Amos Gitai.
Sulla canzone Chad Gadya, Adam Zarek in http://www.chatrh.org/haggadah/zarek.htm

Pensiamo di potere concludere provvisoriamente questo itinerario di poeti della vita, spesso probiti nella propria terra ma sempre in dialogo con le vite altrui, con una pregnante frase di Chava Albertstein: “Nonostante abbia vissuto quasi la mia intiera vita in Israele, pongo costantemente in questione il mio posto nel mondo. Forse questa mia ricerca proviene dal fatto d’essere un’artista, forse dal fatto d’essere ebrea. Non ne sono per nulla certa.”
http://en.wikipedia.org/wiki/Chava_Alberstein

Dalla trilogia "Wadi" ( 1981/1991/2001)

Amos Gitai, "Free Zone", 2005.

"Ana Arabia", 2013, l'ultimo film di Amos Gitai:
https://www.youtube.com/watch?v=DKa53hSNfTg

Sito ufficiale di Amos Gitai, meraviglioso cantore di paesaggi, architetture, volti, gesti, dialoghi di parola e musicali in esplorazione dell'amore e delle possibilità  di convivenza pacifica: http://www.amosgitai.com