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Volare

Volare

Il crepuscolo e il suono di una musica lontana
mi riempiono di una quiete carica d’ansia.
L’ansia di creare un brano all’altezza
 della mia fama. 

Non vuole iniziare questa musica, non arriva, non si presenta alle mie dita. Osservo il verde degli alberi che inesorabilmente diventa sempre più scuro, assumendo tonalità violacee, cariche del calore sottratto al giorno che si sta concludendo.   

Il computer acceso mi avvisa che un nuovo messaggio è arrivato. Mi alzo dal pianoforte controvoglia ed al tempo stesso grato per la distrazione che mi è stata offerta. Leggo la mail. Dalla finestra un passero fuori posto entra e si posa curioso sui tasti. Ci osserviamo.

Un altro messaggio suona la sua musichetta insaziabile. Ha allegata una foto: un uccellino uguale a quello posato sui tasti del pianoforte.

Il messaggio è di mia sorella.   Ti ho pensato poco fa mentre fotografavo questa piccola meraviglia, non so come mai... ti abbraccio Sara. Mi volto: l’uccellino è scomparso. La musica che ondeggiava lontano è finita: mi siedo al pianoforte e finalmente inizia la mia.