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Albero

Albero

Un Giardiniere. Un Albero

Il giardiniere osserva l’albero tra i palazzi: passa da lui tutti i giorni. Lo ammira per la sua perseveranza. Per il suo essere  vivo in mezzo a tutto quel grigio e freddo ambiente ostile.  

Strano, pensa il giardiniere, passo di qui da molto  tempo e non l’ho mai notato prima. Il vento scorre tra le fronde dell’albero quando lì il vento non c’è. Il sole lo illumina quando il sole non appare.  

È rigoglioso in primavera: offre i suoi fiori e i suoi frutti al giardiniere che par essere l’unico in grado di vederlo. 

Le azioni del giardiniere vengono notate da una bimba che affacciata guarda quello striminzito albero diventato rigoglioso. E da una donna che non può uscire di casa. E da un uomo la cui moglie è morta da poco. E da una madre preoccupata per il futuro di suo figlio. E da un gatto spelacchiato. E da un altro uomo. E da un’altra donna. Ora tutti guardano il prosperare meraviglioso dell’albero.  

Tutti vedono giorno dopo giorno quello che gli occhi del giardiniere avevano subito saputo vedere. Ora tutte le finestre che s’affacciano sull’albero sono piene di volti affascinati.  

Poco per volta l’immagine dell’albero e del giardiniere diventa talmente familiare da apparire nei loro sogni, da sgorgare nelle loro conversazioni una volta inesistenti. Ora quelle persone parlano dei loro sogni parlano della loro vita, finalmente rigogliosa.

Come l’albero.